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Le Muse Orfane

Associazione Teatrale Culturale

Continuano gli appuntamenti con la rassegna Antiche Dimore. Domenica 4 settembre, alle ore 17.30 (con replica alle 19), presso la Sinagoga di Gorizia, al Giardino Farber, prenderà vita la performance teatrale Nèfesh (Anima), testo e regia di Silvia Lorusso, con Caterina di Fant, Elisa Menon, Viviana Piccolo, Karina Stanciu, Francesco Cevaro, Gregor Geč, musiche di Davide Ceccato.

Prodotto da Le Muse Orfane, l'evento teatrale vede il coinvolgimento degli artisti che hanno preso parte al progetto della Rassegna Regionale Antiche Dimore: Fierascena, Teatro della Sete, Compagnia della Testa, Servi di Scena, e la partecipazione dell'attore sloveno Gregor Geč.

"Sei sedie, sei scatole, sei Anime, tutta un'esistenza racchiusa in una anonima scatola di cartone. Uno studente universitario vittima di abusi dai giovani fascisti che sogna il teatro, un'impiegata dell'ufficio postale con il cuore spezzato, un medico che sacrifica se stesso per i suoi cari, una madre con i suoi bambini privati dell'infanzia, una ragazzina che sogna il primo bacio sui versi di Jacques Prévert, una giornalista che entra nella Resistenza per fare la differenza e aiutare i suoi simili.

Sono loro i protagonisti di Nèfesh, sono loro le Anime che attraverso le loro storie di ordinaria quotidianità, in un collage di gesti e di abitudini, riti che segnano il passaggio dei giorni, rivelano l'orrore delle vite cancellate dall'Olocausto". Così Silvia Lorusso, autrice e regista di Nèfesh, descrive il progetto narrativo e scenico dello spettacolo che avrà luogo alla Sinagoga di Gorizia.

L'evento è in collaborazione con l'Associazione "Amici di Israele di Gorizia", rientra fra le manifestazioni legate alle celebrazioni della Giornata Europea della Cultura Ebraica, ed è patrocinato dal Comune di Gorizia.

Info e prenotazioni tramite la nostra pagina Contatti o il numero 3511742914.

La rassegna, nata da un'idea della direttrice artistica, Silvia Lorusso, autrice e regista di alcuni degli spettacoli in programma, si sviluppa attorno al tema dell'acqua ed è realizzata con il sostegno della Regione autonoma FVG, di "Io sono Friuli Venezia Giulia" e il contributo di Fondazione Friuli, con la collaborazione dei Comuni di Rive d'Arcano, Udine, Ragogna, Pordenone, Gorizia e San Pietro al Natisone e la partecipazione di Servi di Scena, Compagnia della Testa, Fierascena, Teatro della Sete.

Un fiume che nel suo scorrere lambisce sponde in cui risuonano lingue diverse non si racconta in una sola lingua. Lungo il corso del Tagliamento si mescolano acque di affluenti diversi, acque che bisbigliano il carnico, il friulano, il veneto, l’italiano; alla fine è un grosso fiume che porta in sé culture e linguaggi differenti» Carlo Tolazzi Lingua d’acqua che taglia in due la terra friulana, lingua di ghiaia che segna il confine tra chi le sta di qua e chi le sta di là, lingua che si parla sulle sue sponde, “di ca e di là da l’aga”, lingua che non ha certo sonorità liquide, ma offre un lato ruvido, netto, a tratti tagliente.

Da queste suggestioni nasce Lenghe di glerie, terzo appuntamento della rassegna teatrale Antiche Dimore che andrà in scena sabato 30 luglio al Castello di Ragogna alle ore 18.00, con Caterina Di Fant, Lucia Linda, Valentina Rivelli, musiche originali dal vivo di Marzio Tomada, consulenza registica di Nicoletta Oscuro e linguistica di Carlo Tolazzi; in scena illustrazioni di Sara Colautti. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro della Sete, in italiano e friulano con musica dal vivo, realizzato con il contributo di ARLEF (Agjenzie Regjonal pe Lenghe Furlane), narra le storie di uomini e donne uniti e divisi dallo stesso fiume che produce varianti locali della stessa lingua.

Sulla scena prenderà vita chi, in epoche e in modi diversi, ha toccato le acque del Tagliamento: chi è nato sulle sue sponde, chi l’ha attraversato in zattera, chi l’ha temuto e quindi è fuggito, chi ha costruito ponti per arrivare dall’altra parte, chi ne ha provato nostalgia. A tratti emergeranno personaggi che bisticciano per la lingua, si intestardiscono sulla pronuncia, si divertono a difendere il proprio modo per chiamarlo.

La rassegna, nata da un’idea della direttrice artistica, Silvia Lorusso, autrice e regista di alcuni degli spettacoli in programma, si sviluppa attorno al tema dell’acqua ed è realizzata con il sostegno della Regione autonoma FVG, di "Io sono Friuli Venezia Giulia" e il contributo di Fondazione Friuli, con la collaborazione dei Comuni di Rive d’Arcano, Udine, Ragogna, Pordenone, Gorizia e San Pietro al Natisone e la partecipazione di Servi di Scena, Compagnia della Testa, Fierascena, Teatro della Sete.

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