Un viaggio poetico tra memoria e tradizioni popolari che riporta alla luce la figura di Angioletta e le storie custodite dalle rive del Noncello.
“Le Voci che Restano – Azioni artistiche nei luoghi inattesi della memoria”, la rassegna ideata e progettata da Silvia Lorusso Del Linz e a cura di Le Muse Orfane APS, che attraversa Pordenone portando il teatro e le arti performative fuori dagli spazi convenzionali, nei luoghi della città che conservano tracce, storie e memorie da riscoprire.
Il nuovo appuntamento è in programma domenica 6 settembre 2026 alle ore 18.00, all’Imbarcadero delle Rive del Noncello di Pordenone, con “Angioletta delle Rive”, testo e regia di Silvia Lorusso Del Linz, con Viviana Piccolo e la musica dal vivo del chitarrista Andrea Peressin della Segovia Guitar Academy.
“Le Voci che Restano” nasce dall’idea di mettere in relazione la creazione artistica con luoghi urbani, naturali e di passaggio, trasformandoli temporaneamente in spazi teatrali e narrativi. Non semplici scenografie, dunque, ma luoghi che diventano parte integrante delle azioni artistiche perché capaci di custodire una memoria e di suggerire nuove possibilità di racconto.
La rassegna costruisce così una sorta di mappa della memoria della città, nella quale il pubblico è invitato a incontrare storie, personaggi e suggestioni proprio negli spazi ai quali sono legati. Il teatro esce dai suoi confini abituali e incontra la città, facendo riemergere quelle “voci che restano” anche quando il tempo ha trasformato i luoghi e rischia di cancellarne le tracce.
È in questa prospettiva che si inserisce “Angioletta delle Rive”, un’azione teatrale che riporta sulle rive del Noncello una voce femminile appartenente alla memoria di Pordenone.
A darle corpo e voce sarà Viviana Piccolo, accompagnata dalla chitarra dal vivo di Andrea Peressin della Segovia Guitar Academy,e le ninfe del Noncello: Daniela Cicero Enza Rizzo Erica Santini Loretta Venier. Parola e musica si incontrano nel paesaggio del Noncello, intrecciandosi in una narrazione nella quale anche il suono contribuisce a evocare memorie, atmosfere e suggestioni legate al fiume e alla città.
Angioletta è una di quelle presenze che sembrano abitare il confine sottile tra storia, memoria e racconto. Una figura legata alle rive, al fiume e a una Pordenone diversa da quella di oggi, attraverso la quale riaffiora un frammento di memoria popolare e, insieme, la storia di quelle esistenze apparentemente minori che raramente trovano posto nella narrazione ufficiale.
La scelta dell’Imbarcadero delle Rive del Noncello assume per questo un significato preciso. Il luogo non è una semplice ambientazione: entra nella drammaturgia. L’acqua, la vegetazione, le rive e la memoria del fiume accompagnano la voce di Viviana Piccolo e la musica di Andrea Peressin, stabilendo un dialogo fra parola, paesaggio e memoria.
Attraverso il teatro, Angioletta torna così simbolicamente a raccontarsi nel luogo al quale la sua memoria appartiene. Una voce individuale che diventa memoria collettiva e offre uno sguardo sulla città, sulle sue trasformazioni e, in particolare, sulle figure femminili le cui tracce sono state spesso affidate soprattutto alla memoria e al racconto.
L’appuntamento si svolgerà all’aperto, nella cornice naturale delle Rive del Noncello. Poiché l’area dell’Imbarcadero non dispone di sedute, il pubblico è invitato a portare con sé una sedia pieghevole o una stuoia per accomodarsi sull’erba e assistere alla performance.
Ideata e progettata da Silvia Lorusso Del Linz, “Le Voci che Restano – Azioni artistiche nei luoghi inattesi della memoria” è curata da Le Muse Orfane APS e sviluppa la ricerca dell’associazione sul rapporto fra teatro, letteratura, memoria e territorio.
Il progetto è stato selezionato nell’ambito delle iniziative legate al percorso verso Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027.